georadar-portatile - GEORADAR EASYRAD PORTATILI E TRASCINATI

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La prima applicazione di ricerca elettromagnetica sotterranea risale all'inizio del secolo:
Hulsmeyer nel 1904 utilizzo questa tecnica per individuare dei tubi metallici nascosti nel terreno.
Da allora lo sviluppo sia strumentale sia conoscitivo è stato crescente e negli ultimi anni c'è
stato il vero boom del georadar/gpr.

Le indagini geofisiche si possono suddividere in passive (raccolta ed analisi di fenomeni già esistenti) e attive (analisi di risposte provocate da fenomeni indotti). Tra queste ultime una delle tecniche più comuni è l'interpretazione di segnali riflessi. Nel caso del georadar l'impulso immesso è costituito da un'onda elettromagnetica (nel range delle radiofrequenze). Una tale onda può essere emessa e ricevuta utilizzando un dipolo (antenna). Nelle indagine georadar (GPR) si impiegano onde elettromagnetiche generate dalla strumentazione, che penetrano nel sottosuolo raggiungendo varie profondità in funzione della frequenza utilizzata.Il sistema trasmette nel terreno impulsi elettromagnetici di una determinata frequenza tramite un trasduttore (antenna). L’impulso si propaga nel terreno con una certa velocità quando incontra un’interfaccia (superficie di contatto fra due materiali diversi, oggetti sepolti) più comunemente dette anomalie, parte dell’impulso viene riflessa verso la superficie.L’antenna riceve in superficie gli impulsi riflessi, permettendo di ottenere in tempo reale la radarstratigrafia del sottosuolo. Misurando l’intervallo di tempo che intercorre tra un segnale elettromagnetico emesso e quello riflesso da un oggetto sepolto,è possibile risalire alla sua posizione.Il georadar portatile è bistatico. ha due antenne, una che trasmette ed una che riceve.





 
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